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#assopacepalestina

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situazione in palestina al 25 aprile 2025

grazie a Assopace Palestina, che trascrive parte delle notizie Anbamed

qui l’audio: https://www.anbamed.it/2025/04/25/anbamed-1715-25-aprile-2025/

parte di testo:

Anbamed, 25 aprile 2025
Due stragi ieri a Gaza città, una terza a Jebalia e un’altra ancora a Kahn Younis. 63 civili assassinati dalle bombe incendiarie di netanyahu.
Un attacco aereo israeliano ha colpito una scuola adibita a rifugio per sfollati a Gaza città, provocando un incendio che ha ucciso 17 persone nel sonno la maggior parte donne e bambini. Un bambino è stato squarciato in due pezzi e un altro è stato ritrovato completamente carbonizzato tra i resti della struttura.
Prima di queste stragi, il rapporto del ministero della sanità informava che negli ospedali erano arrivati i corpi di 50 uccisi e 152 feriti.

Cisgiordania
Una squadra speciale dell’esercito israeliano ha sparato ed ucciso un giovane palestinese a Tulkarem. Gli assassini hanno impedito alle ambulanze della Mezzaluna rossa di soccorrerlo. L’esercito ha sequestrato il corpo della vittima e la sua auto. 
L’esercito israeliano ha sradicato 300 olivi secolari nella zona di Salfit, nel nord della Cisgiordania. La devastazione delle proprietà agricole palestinesi è funzionale all’allargamento delle colonie ebraiche e alla deportazione della popolazione autoctona, privandola delle fonti di sussistenza economica.

OLP
Il FronteDemocratico abbandona i lavori del Consiglio Centrale, “perché appare chiaro l’intento di dare spago alle pressioni esterne”. La vicesegretaria generale dell’DFLP, Magda al-Masri, ha spiegato giovedì in una conferenza stampa a Ramallah che il Fronte “ha deciso di ritirarsi dalle restanti sessioni del Consiglio centrale a causa delle conseguenze potenzialmente pericolose che potrebbero comportare, soprattutto perché gli indicatori contenuti nel discorso del Presidente, Abbas, evidenziano la gravità della situazione e i possibili esiti che potrebbero emergere dal Consiglio”.
Il Fronte Democratico ha annunciato mercoledì in una dichiarazione di aver deciso di ritirarsi dalla riunione in segno di protesta contro la mancanza di risposta alle specifiche proposte dalla sua delegazione “riguardo al ripristino dell’unità nazionale e alla formulazione di una strategia di azione nazionale per affrontare le ripercussioni della guerra di sterminio nella Striscia di Gaza, il piano di annessione in Cisgiordania e la mancata attuazione delle decisioni dei Consigli nazionali e centrali e degli esiti della Dichiarazione di Pechino”.

www.facebook.comAssopace PalestinaAnbamed, 25 aprile 2025 Gaza Due stragi ieri a Gaza città, una terza a Jebalia e un’altra ancora a Kahn Younis. 63 civili assassinati dalle bombe incendiarie di Netanyahu. Un attacco aereo...

oggi, 25 aprile, a roma, cae: “resistere al genocidio”, incontro con francesca albanese

Resistere al genocidio. Incontro con Francesca Albanese

Nel giorno in cui si celebra la Liberazione dal nazifascismo, scegliamo di essere ancora una volta dalla parte del popolo palestinese. Oggi come allora, contro ogni oppressione, al fianco di chi subisce violenza, occupazione, apartheid.

Ne parliamo insieme a Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati, voce autorevole e coraggiosa che porta all’attenzione del mondo le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale in Palestina.

Durante l’incontro, lettura di poesie da Gaza a cura di Mario Soldaini , tratte dal libro Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza (Fazi Editore), per dare spazio alla parola, alla memoria e alla dignità di chi resiste anche attraverso la poesia.

Un 25 aprile per non voltarsi dall’altra parte. Per riconoscere, denunciare, restare umani.


OGGI, 25 aprile 2025, ore 19
Città dell’Altra Economia – CAE, Largo Dino Frisullo | Roma

L’iniziativa è organizzata da Amnesty International – Italia, Assopace Palestina, AOI, #Arci, Rete No Bavaglio, Rete Italiana Pace e Disarmo.

#25aprile #25aprilesempre #stopalgenocidio

25 aprile, roma, cae: “resistere al genocidio”, incontro con francesca albanese

Resistere al genocidio. Incontro con Francesca Albanese

Nel giorno in cui si celebra la Liberazione dal nazifascismo, scegliamo di essere ancora una volta dalla parte del popolo palestinese. Oggi come allora, contro ogni oppressione, al fianco di chi subisce violenza, occupazione, apartheid.

Ne parliamo insieme a Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati, voce autorevole e coraggiosa che porta all’attenzione del mondo le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale in Palestina.

Durante l’incontro, lettura di poesie da Gaza a cura di Mario Soldaini , tratte dal libro Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza (Fazi Editore), per dare spazio alla parola, alla memoria e alla dignità di chi resiste anche attraverso la poesia.

Un 25 aprile per non voltarsi dall’altra parte. Per riconoscere, denunciare, restare umani.


25 aprile 2025, ore 19
Città dell’Altra Economia – CAE, Largo Dino Frisullo | Roma

L’iniziativa è organizzata da Amnesty International – Italia, Assopace Palestina, AOI, #Arci, Rete No Bavaglio, Rete Italiana Pace e Disarmo.

#25aprile #25aprilesempre #stopalgenocidio

la situazione a gaza, 19 mar. 2025

da un post di Michela Becchis su fb

Aggiornamenti
Maria Di Pietro – Assopacepalestina
19/03/2025

Un bambino di Gaza ha visto sua madre bruciare viva. Poi è morto anche lui.
Mentre la guerra genocida di Israele riprende a Gaza, intere famiglie vengono sterminate dai bombardamenti e le case familiari diventano tombe di famiglia. I sopravvissuti raccontano a Mondoweiss che la maggior parte dei morti sono donne e bambini.
Con profonda tristezza, Muhammad Hamidi racconta a Mondoweiss che nei suoi ultimi istanti di vita, il nipote di tre anni ha guardato la madre e il fratello bruciare. “Il bambino era indifeso”, ha detto.
Quando sua madre è stata bruciata viva mentre cullava il figlio di un anno, portava anche un feto nel grembo. Tutte e tre le vite sono state stroncate.

 

Il medico australiano Mohammed Mustafa, volontario in un ospedale di Gaza, ha raccontato la penosa esperienza di curare le ultime vittime degli attacchi israeliani a Gaza.
In un video condiviso sui social media il dottor Mustafa racconta le terribili ferite subite dalle vittime dell’ondata di attacchi israeliani su Gaza nelle prime ore di martedì mattina, che hanno ucciso più di 400 persone e lasciato molte centinaia di feriti.
“Abbiamo finito tutti gli antidolorifici. Non possiamo sedare nessuno. Non possiamo dare loro alcuna analgesia”, dice Mustafa nel video condiviso su Instagram, registrato dopo aver lavorato tutta la notte.
“Ci sono sette ragazze a cui stanno amputando le gambe – senza anestesia”, ha detto, aggiungendo: “Il bombardamento è ancora in corso. La stanza sta ancora tremando”.
“La maggior parte delle persone erano donne e bambini, bruciati dalla testa ai piedi, con arti mancanti e teste mancanti”, ha aggiunto.

Paramedico a Gaza “inorridito” dalle scene di guerra.
Il medico ha raccontato di aver visto i corpi smembrati di persone all’interno di un veicolo a Rafah, dopo che questo era stato colpito dagli attacchi israeliani.
“Abbiamo ricevuto una chiamata per un bombardamento nella zona di Dowar Khebat Al-Adas, di fronte al centro commerciale Al-Yasmeen”, ha raccontato ad Al Jazeera Sofian Ahmed, che fa parte di una squadra di protezione civile.
“Quando siamo arrivati sul posto, siamo rimasti scioccati nello scoprire che l’obiettivo era un’auto o un veicolo pubblico che trasportava i civili da un luogo all’altro”.
Ha aggiunto: “Siamo rimasti inorriditi nel vedere che all’interno del veicolo c’erano cinque persone bruciate e smembrate”.
“Questo è ciò che Rafah sta vivendo ogni giorno. Rafah rimane un luogo pericoloso, dove ogni giorno si verificano attentati nelle zone di confine. Inoltre, gli attacchi e gli spari continuano senza sosta”.

Quattrocento persone sono state uccise e ci sono ancora molti dispersi e intrappolati sotto cumuli di macerie, poiché gli attacchi sono stati molto massicci. Molto intensi.
Come ci ha descritto un membro dell’equipaggio della Protezione Civile, hanno dovuto letteralmente raccogliere pezzi di carne dalle aree vicine delle persone uccise, compresi i corpi di bambini e donne.
Nell’ospedale, qui nel cortile, regna la calma, ma all’interno dei reparti è una vera e propria lotta per il personale medico che ha lavorato tutto il giorno, intervenendo e cercando di contenere quanti più casi possibile.
Molti dei casi curabili non saranno trattati nell’ospedale qui, semplicemente perché i medici hanno dovuto scegliere a quali casi prestare attenzione per primi.
Hanno dovuto dare la priorità a questi casi semplicemente a causa dell’acuta carenza di forniture mediche.
Questo è già di per sé un elemento che ha inciso sul benessere mentale e fisico del personale medico e dei familiari sopravvissuti nell’ospedale. (Hani Mahmoud reporter da Gaza City)

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) avverte che i medici stanno lottando per gestire il forte aumento delle vittime nelle ultime 36 ore a causa della ripresa degli attacchi di Israele nella Striscia di Gaza.
“A causa della recente sospensione degli aiuti umanitari a Gaza, le scorte di forniture mediche sono diminuite in modo significativo e, inoltre, il personale ospedaliero sta lottando per gestire il forte aumento delle vittime”, ha dichiarato il CICR in un comunicato.
Israele ha bloccato Gaza per le due settimane precedenti la ripresa dell’assalto, lasciando ai palestinesi pochi rifornimenti necessari per resistere.

Bambino di due anni ucciso da un drone israeliano.
Il corrispondente di Wafa ha dichiarato che il drone ha ferito alla testa Omar Qassem Talab Abu Sharqiyya, di due anni e mezzo.
Ha aggiunto che Abu Sharqiyyah è stato trasportato d’urgenza al Kuwaiti Hospital della vicina Rafah, dove i medici lo hanno dichiarato morto poco dopo.

La popolazione di Gaza è terrorizzata, indifesa e devastata. Gli ultimi attacchi arrivano dopo 17 giorni di blocco di Israele sugli aiuti a Gaza.
Quindi, la gente sta già morendo di fame. Non hanno accesso al cibo. L’impianto di desalinizzazione dell’acqua che forniva acqua a 500.000 palestinesi non funziona più. Non ci sono medicine, né carburante, né gas da cucina. I palestinesi stanno lottando per vivere la loro vita quotidiana.
E mentre tutto questo accade, i palestinesi si svegliano con una serie massiccia di attacchi in diverse aree di Gaza. Tutti sono spaventati, soprattutto i bambini che pensavano che il Ramadan sarebbe finito e che avrebbero potuto festeggiare l’Eid per la prima volta senza attacchi aerei. (Hind Khoudary reporter da Deir el-Balah)

Il Ministero della Sanità di Gaza ha fornito un bilancio aggiornato delle vittime dell’ultima ondata di attacchi israeliani, iniziata martedì scorso.
Da allora, si legge, gli attacchi israeliani hanno ucciso 436 palestinesi, tra cui 183 bambini, e ferito 678 persone.
Questo porta il numero totale di morti accertati a Gaza dal 7 ottobre 2023 a 49.547, secondo il ministero, con 112.547 feriti.

L’esercito israeliano ha dichiarato che le sue forze e il servizio di sicurezza interno di Israele continueranno a operare a Gaza “al fine di rimuovere qualsiasi minaccia ai cittadini dello Stato di Israele”.
In una dichiarazione su X, l’esercito israeliano ha scritto che le forze armate e lo Shin Bet hanno continuato “le loro intense ondate di attacchi in tutta la Striscia di Gaza per tutto il giorno”.

Le forze israeliane continuano a colpire nuove aree di Gaza, comprese le zone meridionali, centrali e settentrionali.
Nelle ultime ore, hanno lanciato volantini sulle zone settentrionali di Gaza, in particolare su Beit Hanoon, intimando ai palestinesi di evacuare.
Hanno anche lanciato volantini su Khan Younis, dicendo ai palestinesi di evacuare nella parte occidentale di al-Mawasi.
Ma questa volta molti palestinesi, soprattutto quelli di Beit Hanoon e di altre aree settentrionali, hanno deciso di non evacuare perché dicono di non avere nulla da perdere e si rifiutano di ripetere il viaggio di sfollamento. (Hind Khoudary reporter da Deir el-Balah)

Il capo dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) ha definito la giornata di oggi “un altro giorno nero” per le Nazioni Unite a Gaza.
In un post su X, il commissario dell’agenzia, Philippe Lazzarini, ha espresso le sue condoglianze per i lavoratori delle Nazioni Unite uccisi durante l’ultima escalation di Israele.
“Le Nazioni Unite, compresa l’UNRWA, continuano a pagare un prezzo pesante mentre svolgono compiti umanitari”, ha scritto. “Gli operatori umanitari devono essere protetti in ogni momento”.

La difesa civile di Gaza ha dichiarato che uno dei suoi membri è stato ucciso in un attacco avvenuto oggi a Gaza City.
La sua morte porta il numero totale di membri della difesa civile uccisi durante la guerra a 103, secondo il gruppo.

Fonti: UN, OCHA, MSF, Al Jazeera, Mondoweiss, Haaretz, UNICEF, Amnesty Int., Reuters, Human Rights Watch, Palestinian Red Crescent Society, Croce Rossa Int., Euro-med Human Rights, Save the children, Unrwa, Defence for children

www.facebook.comMichela BecchisAggiornamenti Maria Di Pietro - Assopacepalestina 19/03/2025 Un bambino di Gaza ha visto sua madre bruciare viva. Poi è morto anche lui. Mentre la guerra genocida di Israele riprende a Gaza,...

l’attivista pacifista luisa morgantini e l’inviato del sole 24 ore roberto bongiorni arrestati da israele. rilasciati dopo ore di interrogatori

«La pacifista, ex parlamentare europea e fondatrice di Assopace Palestina Luisa Morgantini e l’inviato del Sole24Ore Roberto Bongiorni sono stati arrestati in Cisgiordania, nei Territori occupati da Israele. Dopo alcune ore in caserma e dopo lunghi interrogatori, sono stati rilasciati. Con loro si trovavano anche altre persone: una di nazionalità dei Paesi Bassi, una neozelandese e un palestinese. Quest’ultimo è l’unico rimasto agli arresti.
Bongiorni si era recato in zona, infatti, per un servizio da realizzare in una colonia israeliana, accompagnato dalla rappresentante di Assopace Palestina, storicamente impegnata a fianco dei palestinesi. Sono però stati fermati a Kiriat Arba, un insediamento di coloni, che è tra i più estremisti in Cisgiordania, vicino a Hebron, e accusati di aver invaso una zona militare israeliana. Dopo aver precisato di non aver trovato nessuna segnalazione del divieto i due sono stati caricati su un cellulare e portati nella base israeliana, con pc e telefonini sequestrati. Secondo la prima ricostruzione sono stati gli stessi Morgantini e Bongiorni a comunicare cos’era successo prima di essere bloccati: la notizia è arrivata al consolato italiano e poi trasmessa alla Farnesina».

Continua qui: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/30/cisgiordania-morgantini-e-inviato-del-sole-arrestati-da-israele/7858088/

Per le false accuse, cfr. anche https://www.unita.it/2025/01/31/perche-luisa-morgantini-e-il-giornalista-bongiorni-sono-stati-arrestati-in-cisgiordania/

Il Fatto Quotidiano · L’attivista pacifista Luisa Morgantini e l’inviato del Sole 24 Ore Roberto Bongiorni arrestati da…Par Salvatore Cannavò